PROBLEMA ICARDI: WANDA VUOLE 10 MILIONI ALL’ANNO MA COL NINJA SERVE MENO E LAUTARO E MIRANDA GLI SEGNANO IN FACCIA

La questione è aperta da anni: Mauro Icardi non è il problema dell’Inter ma il suo modo di interpretare il ruolo da capitano-prima punta-titolare fisso molto spesso, come dice Spalletti, frena la squadra e indispettisce gli altri protagonisti in nerazzurro come Perisic o Handanovic. Si dice “eh ma uno che fa i suoi gol”… e in realtà non ci si rende conto che senza maurito l’Inter segna e vince lo stesso. Un problema per lui visto che Wandissima vorrebbe per lui 10 milioni annui.

Ironia della sorte ieri il capitano dell’Inter si è visto battuto da un gol di Miranda: uno stacco di testa su calcio d’angolo, un gol alla maurito. Anzi no, nel senso che con la maglia della Selección el Canito non ha mai fatto centro. E dev’essere bruciato doppio perché non è un segreto che Joao sia riconosciuto da molti come il vero capitano e leader del gruppo, anche la moglie lo propose come Capitano con un tweet non apprezzatissimo da Miss Wuanda.

Poi c’è anche la questione tecnico-tattica perché Maurito è l’uomo immagine di Suning, che lo ha scelto a discapito della qualificazione Champions del 2016: lui deve giocare sempre, può non aiutare la squadra, deve essere l’unica punta e visto che “vuole parcheggiarsi” in area (lo ha detto Spalletti) ecco che vengono sacrificati gli altri.


Ora c’è anche Lautaro che scalpita: i gol e le prestazioni del Toro in Serie A e con l’Argentina (lui sì, Mauro…) hanno caricato suo padre, che spiega tra le righe come il modulo voluto da Icardi non sprigioni tutto il potenziale offensivo che il Ninja, Perisic e Martinez possono dare.

Sia chiaro, i numeri di Icardi sono oggettivi e concreti: ma il suo strepitoso gol da fuori area contro il Tottenham è un caso più unico che raro, visto che per trovare il gol precedente del marito di Wanda fuori dai 16 metri bisognava andare indietro di due anni… Ma si sà, i tifosi scordano tutto al primo gol e domenica sera c’è una gara speciale che può nuovamente rilanciare il capitano che lotta poco per la squadra: il derby contro Higuain: lui sì un argentino da 10 milioni a stagione, mormora l’acida uanda.

Noi sulla nostra pagina facebook avevamo lanciato un sondaggio dal quale risulta che il 49% dei nostri “amici” che hanno votato confondono il calcio con le instagram stories

PIERSILVIO E MARINA CHIUDONO I RUBINETTI, BASTA SPRECARE SOLDI PER GLI ALLENATORI DEL MILAN: MIHA RESTA

Per spiegare la conferma di Mihajlovic alla guida del Milan anche per la prossima stagione dobbiamo partire da ciò che è successo un’estate fa. Silvio e Galliani avrebbero fatto carte false per portare Ibrahimovic al Milan: sembrava quel giocatore in grado di catalizzare tutte le forze della squadra e di elevare il livello del Milan da solo, così da poter centrare almeno il terzo posto. Ibra voleva circa 12 milioni all’anno, e la cosa alla fine è sfumata perché dall’alto non hanno detto sì. Dopo un mercato dispendioso si è deciso di non spendere altro denaro per un mega ingaggio di un giocatore. Ma Silvio e Adriano lo avrebbero portato eccome, e la risposta di Mihajlovic su chi preferiva tra Balotelli e Ibrahimovic la potete intuire.

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Quest’anno Mihajlovic è stato messo sotto tiro sin dalla seconda giornata di campionato, quando a San Siro contro l’Empoli schierò Suso e Nocerino titolari. Non perché l’allenatore serbo a volte fa “formazioni del cazzo” (cit. caro Sinisa), ma perché voleva lanciare un messagio a stampa e tifosi: la società questo mi ha messo a disposizione. Ovvio che all’inizio questo atteggiamento spigoloso di Mihajlovic non fu accettato dal cloeb. Che infatti dopo lo 0-4 del Napoli a San Siro faceva trapelare il pensiero per cui “se i nostri sono brocchi perché li chiamano nelle rispettive Nazionali?” che si pensa sia di Galliani al CorSera o “Adriano, ma quand’è che lo cacci?” di Silvio, che finisce in prima pagina su La Gazzetta senza nessun “filtro” Insomma, già a ottobre eravamo lontanissimi dalle coccole e alla protezione riservata ad Allegri e Inzaghi.

silvio

Perché l’idea del Milan era di rilanciare squadra e organico dopo gli Europei presentando Conte come allenatore: lui sarebbe stato il leader capace di far rendere al 150% questa squadra e puntare dritti al terzo posto o chissà. In questi giorni Conte sta parlando con il Chelsea, il suo ingaggio potrebbe essere molto alto e il Milan non può competere con i petrodollari di Abramovich. Perché dall’alto pensano che per Seedorf e Inzaghi si siano già spesi molti soldi, perché il monte ingaggi del Milan è altissimo: basti pensare che per non andare neanche in panchina Diego Lopez prende più di quanto diano a Conte per fare il CT della Nazionale italiana. Morale: basta sprechi di soldi.

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Nel frattempo, però, ha parlato di MIhajlovic Piersilvio Berlusconi. In molti liquidano la faccenda con frasi tipo “lui si occupa di Tv, non parla quasi mai di calcio”. Proprio per questo vogliamo far capire che le parole di Piersivlio non sono mai banali, e orientano le scelte del Milan, che è sempre e comunque un asset della famiglia Berlusconi, e non il principale. Leggete quel “mi piace: ha carattere” come volete. Per molti è stata la scelta definitiva sulla conferma dell’allenatore. Dopo queste parole, arrivano anche quelle di Abbiati: sarebbe un errore interrompere rapporto con Mihajlovic. Perché, parlando anche di calcio, la situazione a Milanello è cambiata. Miha è sergente di ferro e filosofo, ha compattato il gruppo e fa allenare la squadra con vigore: invertendo una tendenza negli allenamenti della squadra che andava avanti, dicono alcuni, già dalla fine del ciclo Ancelotti.