AUTOGOL DI MAROTTA, ORA L’INTER RISCHIA LA CHAMPIONS: SPALLETTI VA VIA, ICARDI RESTA E LO SPOGLIATOIO TORNA UNA POLVERIERA

Marotta forse pensava di avercela fatta: forse dopo aver tolto la fascia a Icardi pensava che il gruppo non avrebbe messo in discussione il patto per la Champions che aveva costruito attorno al suo allenatore. Così forse ha pensato che sì, Icardi dovesse rientrare in squadra e i risultati si sono visti: ieri l’Inter teneva testa al Napoli e la differenza nel primo tempo la faceva il missile di Zielinski. Poi è entrato Maurito e la squadra ha completamente mollato: un caso. Cerrrrrrto.


Ma che succede se Icardi resta e Spalletti salta? Ciao Inter che vince il derby senza Maurito, ben tornata squadra che anche se perde 4-1 è contenta perché Icardi ha fatto gol. Come ha spiegato Wanda ad Adani e Trevisani: perché nessun gol è inutile se poi devi andare in tv a dire “Mauro ha fatto 130 gol”.

5 maggio 2019

Forse eh, ma forse a Spalletti e a qualcun altro non va bene che Marotta vada in tv a dire che “il futuro del club è con lui” mentre parrebbe, sembrerebbe, qualcuno direbbe che sia lui stesso a dire ai giornalisti della carta stampata che Conte è il prossimo allenatore dell’Inter. Così la sua voce non si sente, ma le sue idee di come sarà la prossima Inter si leggono e se ne parla.

il meme de gli autogol

Questo rischia di mandare in subbuglio lo spogliatoio, che non ci metterebbe niente a tornare a essere una polveriera come a dicembre: quando venne presa la decisione che Icardi non rappresentava più la squadra in campo. Da troppo tempo c’erano rumors sulla Juventus e il capitano dei nerazzurri non può flirtare con i bianconeri: c’è una rivalità sportiva che li rende incompatibili.

l’indiscrezione de La Gazzetta del 17/7/2019

Togliere la fascia a un giocatore non è lesa maestà: ma non se sei all’Inter e ti si schierano contro Moratti, le trasmissioni radio e tv che ripetono a pappagallo gli stessi concetti di Lady Tiki Taka: ogni giornalista dovrebbe avere uno spirito critico, invece alcuni si sono ridotti a essere più realisti del Re, anzi della Regina. Una cosa avvilente per la categoria che però ha avuto il potere di ringalluzzire i wanditos e deprimere gli altri. E ieri Spalletti lo ha confermato.

Spalletti spiega la sconfitta di Napoli anche con le voci su Conte

Marotta doveva serrare i ranghi e capire che ancora la Champions non è stata conquistata. Suning voleva Spalletti come allenatore, se lui ne vuole un altro è giusto che proponga la sua idea di calcio e chiami Allegri e Conte. Ma per prima cosa non è detto che Acciughina sia meglio di Spalletti, per seconda va detto che Conte si è proposto fino all’ultimo alla Juventus e lo ha dichiarato a Veltroni alla Gazzetta, per terza va detto che farlo trapelare a corsa aperta è un rischio, oltre che una mancanza di rispetto verso Luciano da Certaldo.

Montella e Spalletti ai tempi di Empoli

Insomma, la voglia di griffare il primo colpo rischia di esser stato un autogol di Marotta, e non è detto che questa Inter con l’Empoli lo rimonti. Dopotutto sono allenati dall’ex collaboratore di Spalletti, Aurelio Andreazzoli. Forse, forse eh, bisognava imparare dalla comunicazione Juve e aspettare fino alla fine.

 

HIGUAIN SBROCCA, MA SA CHE NON MERITAVA L’ESPULSIONE: SENNO’ SAREBBE STATO ESPULSO PURE BONUCCI

Bonucci ammonito per essere andato testa a testa con l’arbitro con atteggiamento evidentemente minaccioso. Higuain espulso in un attimo perché colpevole di aver urlato all’arbitro “fischi sempre a me”.

Insomma el Pipa è stato tradito dalla sua voglia di rivalsa, dopo il rigore sbagliato e il gol di Cristiano che ha chiuso la partita è imploso di emozione. Ma il suo rapporto con gli arbitri sembra cambiato da quando ha lasciato i bianconeri. Forse c’è anche questo dietro la sbroccata accaduta dopo il rosso, non solo il fatto che Higuain pensi che il fallo in questione lo abbia fatto Benatia.

Lo hanno capito soprattutto gli ex compagni, quelli come Benatia che fino a ieri vedevano la Juve vincere con rigori assegnati fuori area e che invece oggi non viene espulso per secondo giallo dovuto a un fallo di mano in area…


Un fallo che a velocità normale Mazzoleni non aveva visto né fischiato, un rigore che è stato imposto dal controllo VAR e che prevedeva la Juve in 10. Bazzecole per chi ha iniziato la sua striscia di vittorie proprio a San Siro con il gol di Muntari.

SPALLETTONE METTE ICARDI ALLA PROVA: SE VUOI 10 MILIONI BASTA DOPPIETTE AL CROTONE MA SEGNA IN FACCIA A MESSI. SENZA DI LUI L’INTER FA PIU’ DI 3 GOL A PARTITA

Il capitano in panchina a guardare i suoi seppellire di gol il Genoa. Wanda racconta la sofferenza. Per il mancato contributo alla vittoria? Forse, ma anche perché non si sarebbero prese le copertine dei giornali e perché il narcisismo di Maurito non è stato alimentato da altri gol facili che per il capitano valgono soldi in fase di rinnovo. Ma a questo punto entra in campo la sfida di Spallettone: vuoi l’ingaggio di Higuain? Segna in faccia a Messi.

Prima di essere un grande attaccante Icardi è soprattutto una persona fortunata. Lo provano i primi 90 minuti della sua prima gara di Champions stava cominciando malissimo. Col Tottenham l’Inter perdeva in casa, stava compromettendo la qualificazione agli ottavi e, soprattutto, lui si era parcheggiato proprio come Spalletti gli aveva detto di non fare.

Si parcheggiava in area, eh, non come quando metteva con arroganza la sua Lamborghini sul posto auto riservato ai disabili in via Montenapoleon (tanto io guadagno quanto il Pil del Molise e chissenefrega della multa).

Per provarvi che è fortunato vi raccontiamo di quando il Dio del Calcio ha squarciato il cielo e gli ha fatto fare una cosa che lui non fa mai: gol da fuori area. E che gol, uno di quelli che guardi e riguardi talmente è bello e impossibile. Perché Maurito è così: spesso in gara dorme e non lotta per i compagni, però poi c’è sempre il momento in cui il suo talento e la fortuna si incontrano. Lui ha dato spessore al gol di San Siro con un preziosissimo e bellissimo gol in Olanda.

Ma senza di lui l’Inter vince, segna una media di più di 3 gol a partita e  gioca pure meglio. La squadra può sfruttare i movimenti senza palla dei suoi e lo spazio in area è sgombro. Il gol nel derby è godereccio ma arrivato dopo altri 90 minuti bruttini in cui alla fine Icardi spinge in rete una palla che non sarebbe mai piovuta dal cielo se Rodriguez, Musacchio e Donnarumma non fossero andati al bar durante il recupero.

Non sappiamo se Messi giocherà e comunque la gara decisiva per l’Inter sarà quella di Londra col Tottenham, ma sono i numeri che condannano El Canito: quando non ha giocato l’Inter ha sempre vinto e ha segnato 10 gol in 3 partite e lui, come quando era in tribuna a Bologna, neanche esultava per i gol dei compagni. Fotografia di un rapporto che col gruppo non è migliorato di tanto, con gli Interić che restano sempre freddi di fronte a questo leader che sarà il cocco di Zhang jr ma non è detto sia apprezzatissimo da tutti gli altri.