AGNELLI DICE: RISPETTATE LE SENTENZE. E GNENTE, FA GIA RIDERE COSI’, MA ORA IL TORO VUOLE LE SCUSE PER LA VERGOGNA SU SUPERGA

Nella vergognosa storia degli striscioni su Superga che, secondo le intercettazioni trasmesse da Report, sarebbero stati introdotti allo stadio dall’addetto alla sicurezza della Juve, Agnelli invece di chiedere scusa per la memoria infangata di chi è morto innocentemente dice di “rispettare le sentenze”.


Potremmo anche non andare oltre, spiegando che loro delle sentenze se ne infischiano e di quanto questo influisca sulla mentalità della parte più ignorante dei loro tifosi: influenza che vista la vastità delle persone coinvolte potrebbe anche spiegare il decadimento culturale di una parte del Paese.


Sugli autori rei confessi stendiamo un velo pietoso: cioè dovremmo fidarci di quelli che dicono di aver fatto entrare uno striscione che offende la memoria di tutta l’Italia? Chi conosce il mondo ultras sa come vanno certe cose… Preferiamo credere ai giornalisti di Report e ricordare che, quando arriva la Nazionale allo Stadium, fanno sparire i titoli che Agnelli dice di avere e che invece, bugia, non ha.

Ma le parole di Agnelli non tengono conto delle leggi della Fisica. Il terzo principio della dinamica spiega come a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Così oggi scende in campo il Torino e tramite il suo presidente Cairo chiede delle scuse ufficiali da parte della Juventus.

QUANDO MAROTTA DIRIGEVA ANCHE I GIORNALI: IL NAPOLISTA TIRA FUORI DELLE INTERCETTAZIONI BOMBA E L’AFFARE SI INGROSSA

Se esce quell’articolo mi comporterò di conseguenza. E infatti l’articolo non esce e diventa un trafiletto di 10 righe  di cui le prime tre sono scritte “nella maniera più indolore possibile”, leggiamo su Il Napolista. Puf!  Tagliato e senza immagine. Perché si legge anche che per dentologia l’articolo non si può cancellare ma glielo riduce al minimo senza foto. Basterebbe questo episodio per chiudere tutto e andare a seguire il paddle.

E invece teniamo i riflettori accesi su questa vicenda, che si sta ingrandendo giorno dopo giorno in attesa della puntata di Report del 22: qui un estratto di ciò che trovate su Il Napolista

«Claudio dice che la Gazzetta scriverà ancora domani, Claudio (dovrebbe essere Claudio Albanese, che per la Juve cura i rapporti con la stampa, ndr) dice che gli ha detto che hanno fatto un gravissimo errore quando hanno messo la foto, che Marotta si è arrabbiato per questo, Claudio dice hanno avuto il verbale del dialogo che ha fatto con il magistrato che è evidente che non aveva (Marotta, ndr) cognizione di nulla e scriveranno quello che ha scritto Repubblica oggi, sui biglietti famosi a Germani, che lui (Claudio, ndr) gli ha detto che i biglietti erano 2 da non confondersi per biglietti dati per bagarinaggio, mentre sul provino scriveranno quello che lui (Marotta, ndr) ha risposto, cioè che non esclude che ha avuto una segnalazione ma esclude che sia stato tesserato, sanno che hanno sentito altre sue persone della Juve, solo che lui (Marotta, ndr) porta la croce solo perché è famoso.
Marotta chiede quanto sarà grosso l’articolo.
Claudio risponde 50/60 righe, che lo hanno appena chiamato, stanno cercando di comportarsi abbastanza bene, anche se per lui (Marotta, ndr) non è sufficiente.

La conversazione tra Marotta e il giornalista Matteo Dalla Vite

Marotta parla con Matteo che dovrebbe essere l’inviato della Gazzetta Matteo Dalla Vite.
Marotta dice che Albanese gli ha riferito di questa storia, riferendosi all’articolo della Gazzetta che hanno fatto uscire, dice che è arrabbiato.
Matteo dice che glielo hanno raccontato in quanto era agli Europei e non ne sapeva nulla, gli hanno raccontato della foto.
Marotta risponde che non è solo la pubblicazione della foto ma tutto l’articolo, che ha dato solo due biglietti e hanno cantato tutto su quello che hanno scritto.

Matteo dice che il titolo dell’articolo che uscirà domani sarà “LA NDRANGHETA NON SO COSA SIA, NESSUNA PRESSIONE”. Matteo dice che tutti lo riprenderanno. Non l’ha fatto lui, l’ha voluto fare senza accenti riportando quello che è.
Marotta dice che lui non ha parlato.
Matteo chiede “non sono quelle date quando ti hanno sentito?”.
Marotta risponde che non ha parlato con Repubblica.
Matteo dice che aveva gli atti.
Marotta risponde che gli atti erano secretati, e che gli sembra una roba assurda.
Matteo risponde che la Repubblica di Torino questa mattina…

Marotta chiede alla Gazzetta di trattarlo bene, altrimenti si arrabbia veramente

Marotta dice che una persona che si presenta come testimone, che non c’entra niente, chiede solo alla Gazzetta di trattarlo bene altrimenti si arrabbia veramente, non sono minacce, che non c’entra niente solo perché ha dato due biglietti omaggi a una persona, ha fatto fare un provino, quando di provini se ne fanno tremila in un anno.
Matteo chiede se ha letto il pezzo di Repubblica
Marotta risponde di sì.
Poi parlano del fatto che Repubblica ha pubblicato degli atti. Marotta ripete che sono secretati e che lui non ha parlato con nessuno.