QUANDO MAROTTA DIRIGEVA ANCHE I GIORNALI: IL NAPOLISTA TIRA FUORI DELLE INTERCETTAZIONI BOMBA E L’AFFARE SI INGROSSA

Se esce quell’articolo mi comporterò di conseguenza. E infatti l’articolo non esce e diventa un trafiletto di 10 righe  di cui le prime tre sono scritte “nella maniera più indolore possibile”, leggiamo su Il Napolista. Puf!  Tagliato e senza immagine. Perché si legge anche che per dentologia l’articolo non si può cancellare ma glielo riduce al minimo senza foto. Basterebbe questo episodio per chiudere tutto e andare a seguire il paddle.

E invece teniamo i riflettori accesi su questa vicenda, che si sta ingrandendo giorno dopo giorno in attesa della puntata di Report del 22: qui un estratto di ciò che trovate su Il Napolista

«Claudio dice che la Gazzetta scriverà ancora domani, Claudio (dovrebbe essere Claudio Albanese, che per la Juve cura i rapporti con la stampa, ndr) dice che gli ha detto che hanno fatto un gravissimo errore quando hanno messo la foto, che Marotta si è arrabbiato per questo, Claudio dice hanno avuto il verbale del dialogo che ha fatto con il magistrato che è evidente che non aveva (Marotta, ndr) cognizione di nulla e scriveranno quello che ha scritto Repubblica oggi, sui biglietti famosi a Germani, che lui (Claudio, ndr) gli ha detto che i biglietti erano 2 da non confondersi per biglietti dati per bagarinaggio, mentre sul provino scriveranno quello che lui (Marotta, ndr) ha risposto, cioè che non esclude che ha avuto una segnalazione ma esclude che sia stato tesserato, sanno che hanno sentito altre sue persone della Juve, solo che lui (Marotta, ndr) porta la croce solo perché è famoso.
Marotta chiede quanto sarà grosso l’articolo.
Claudio risponde 50/60 righe, che lo hanno appena chiamato, stanno cercando di comportarsi abbastanza bene, anche se per lui (Marotta, ndr) non è sufficiente.

La conversazione tra Marotta e il giornalista Matteo Dalla Vite

Marotta parla con Matteo che dovrebbe essere l’inviato della Gazzetta Matteo Dalla Vite.
Marotta dice che Albanese gli ha riferito di questa storia, riferendosi all’articolo della Gazzetta che hanno fatto uscire, dice che è arrabbiato.
Matteo dice che glielo hanno raccontato in quanto era agli Europei e non ne sapeva nulla, gli hanno raccontato della foto.
Marotta risponde che non è solo la pubblicazione della foto ma tutto l’articolo, che ha dato solo due biglietti e hanno cantato tutto su quello che hanno scritto.

Matteo dice che il titolo dell’articolo che uscirà domani sarà “LA NDRANGHETA NON SO COSA SIA, NESSUNA PRESSIONE”. Matteo dice che tutti lo riprenderanno. Non l’ha fatto lui, l’ha voluto fare senza accenti riportando quello che è.
Marotta dice che lui non ha parlato.
Matteo chiede “non sono quelle date quando ti hanno sentito?”.
Marotta risponde che non ha parlato con Repubblica.
Matteo dice che aveva gli atti.
Marotta risponde che gli atti erano secretati, e che gli sembra una roba assurda.
Matteo risponde che la Repubblica di Torino questa mattina…

Marotta chiede alla Gazzetta di trattarlo bene, altrimenti si arrabbia veramente

Marotta dice che una persona che si presenta come testimone, che non c’entra niente, chiede solo alla Gazzetta di trattarlo bene altrimenti si arrabbia veramente, non sono minacce, che non c’entra niente solo perché ha dato due biglietti omaggi a una persona, ha fatto fare un provino, quando di provini se ne fanno tremila in un anno.
Matteo chiede se ha letto il pezzo di Repubblica
Marotta risponde di sì.
Poi parlano del fatto che Repubblica ha pubblicato degli atti. Marotta ripete che sono secretati e che lui non ha parlato con nessuno.

ANCHE I GIORNALONI SI SVEGLIANO SUL “SISTEMA JUVE”: ASPETTIAMO DI VEDERE LA PUNTATA DI REPORT IL 22

Fino a ieri Sigfrido Ranucci era considerato da tutti un grande giornalista d’inchiesta. Uno che aveva avuto il coraggio di denunciare la Mafia e che si era messo perfino contro l’esercito degli Stati Uniti per l’utilizzo di armi chimiche a Falluja. Ha trovato e trasmesso l’ultima intervista del giudice Borsellino prima della strage di Capaci, ha denunciato l’uso dell’uranio impoverito e vinto premi. Insomma un giornalista di cui andare orgogliosi in tempi in cui si darebbe del “giornalaio” pure a Enzo Biagi.

E infatti fino a oggi Ranucci è stato lasciato solo dagli Giornaloni. La sua inchiesta sul “Sistema Juve” viene citata solo da radio e media locali come Il Romanista. Ma resta misteriosamente oscurata dai grandi media: nessuno vuole far irritare la Juve, che ha già dimostrato come il nervosismo di questi giorni sul caso CR7 le faccia fare sfondoni comunicativi come quello di ieri.

 

Senza ulteriori divagazioni arriviamo alla notizia di oggi: anche La Repubblica si è resa conto che stare in silenzio non è giusto nei confronti di lettori e professionalità. Non serve necessariamente il sensazionalismo dei tabloid inglesi (in alto la prima pagina di ieri dello Star), però è giusto salutare un’inchiesta in cui si ricomincia a dimostrare, anche agli altri giornalisti, che si può scrivere anche sulla “vecchia signora”. Certo, è solo l’edizione torinese di Rep, ma nell’attesa del 22 per vedere Rai Tre magari usciranno altre cose.