IL COLPO DE LIGT METTE LA JUVE SUBITO DIETRO IL BARÇA PER LA CHAMPIONS 2020: FINALE A ISTANBUL, MEGLIO EVITARE IL LIVERPOOL

Se Inter e Napoli riuscissero a passare il girone se la potrebbero giocare con le tedesche, inglesi sempre forti ma è in Spagna che Barça e Real hanno deciso di spendere. Però la Juve con Sarri, Cristiano e De Ligt è appena dietro al Barcellona di Griezmann. E Pep?

DAL GUARDIOLISMO AI SARRIPIATTISTI: IL PARADOSSO MEDIATICO ITALIANO PER CUI SI DERIDE LA STAMPA CHE FA IL SUO DOVERE

La Juve ha presentato Sarri da una settimana ma siamo ancora in pieno cortocircuito mediatico. Ci sono le teorie su ciò che non quadra nei lanci social, c’è chi ha notato che il sorriso imbarazzato di Agnelli non è altro che la prova evidente di come Guardiola fosse stato preso fino a qualche giorno, ora, minuto, prima di quelle maledette 15 di domenica scorsa. Ora in cui è finito il sogno e si è passati all’incubo: “sì, certo… hanno annunciato Sarri, ma tanto prima o poi Guardiola arriverà. E’ evidente. Solo che i giornalisti non lo dicono”.

Sui social, e quindi poi un po’ anche nei luoghi fisici e mediatici vengono attaccati i giornalisti che raccontavano della difficile e lunga trattativa con Sarri, il Chelsea e lo staff dell’allenatore toscano. Giornalai che non raccontavano di Guardiola “perché antijuventini che rosicano”. “E’ evidente, come fate a non capirlo? Solo malafede”. Azz.


Chi informava bene veniva e viene – non da tutti ma da molti – insultato e tacciato di antijuventinità: concetto che semplicemente non esiste, se non nella mente di qualche personaggio da fiction. Il romanista dei servizi segreti e lo juventino che dice che sul gol di Turone modificarono la moviola con strumentazioni tecnologiche della Nasa credono negli antijuventini. E infatti sono personaggi da fiction.

Nello sport invece – grazie al cielo – ci sono le rivalità: i tifosi dei Red Sox di Boston tifano per due squadre, la loro e per chiunque affronti gli Yankees. Stessa cosa capita a New York, viva loro e Babe Ruth. Negli States ci si sfotte tutti: in Italia non puoi essere rivale della Juve, criticarla o ironizzare senza passare per antignuvendino. Sul web attacca la massa: se non ti insultano ti deridono, tentano di intimidirti e silenziarti.

Ma con alcuni juventini, certo molto molto pochi rispetto ai 15 milioni di tifosi in Italia di Madama, ribadiamo molto pochi, abbiamo visto che non si può parlare. Non ti credono. Neanche alcuni giornalisti, che comunque dovrebbero informarsi per informare, ci credono al 100%. Anche per loro la trattativa Sarri era un depistaggio. Quindi è evidente che “qualcosa succederà”. Tanto nel calcio succede sempre qualcosa: dappertutto succede sempre qualcosa.


Una percezione deformata della realtà per cui c’è chi si sente perseguitato dai media, alcuni esagerano e dicono di avere 37 scudetti, i fan di Una notte da leoni ricordano che ciò che succede a Las Vegas resta a Las Vegas e quindi poi… Agnelli ha trattato con Pep fino a domenica alle 14.59 e alla fine è saltato per gli Sceicchi, tra di loro ce n’è uno che ha cambiato idea perché è bizzoso. Sono un po’ imprevedibili, questi sceicchi. E’ evidente.

meme su Agnelli, Pep e gli sceicchi

Benjamin ci aveva messo in guardia dalla riproducibilità dei contenuti restando però nell’ambito artistico. Non aveva immaginato i social, non aveva immaginato che l’86% delle persone che guarda la tv usa lo smartphone: capisce quello che vuole capire e lo sfoga online, dove viene letto da altri che non hanno una adeguata instruzione e riesce a instillare che sì, in fondo questi giornalisti non ce la raccontano giusta.

Prima di chiudere lasciateci fare un passaggio sulle montagne russe. Anche se qui si vuole solo parlare un po’ di sociologia dei media, abbiamo notato che in questo mese di voci su Pep qualcosa è successo al titolo della Juventus in borsa. Quanto è materiale e volgave tutto questo, giusto?


Ora parliamo di giornalismo: perché è evidente che chi vi ha raccontato di Pep ha clamorosamente bucato la notizia Sarri, un errore non da poco visto che si parla della società pluricampione d’Italia che dopo 5 anni cambia allenatore. Per carità, bello e prezioso raccontare dei retroscena sul no di Guardiola, ma come è stato possibile non parlare di Sarri mentre c’era una trattativa e c’erano pure le immagini di Paratici con Ramadani? Ovviamente stavano parlando di Koulibaly, primo rinforzo della Juve di Guardiola. Sì. E’ evidente.


Ciò che purtroppo non è evidente è che accusando di Fake News i giornalisti che danno notizie vere si contribuisce a erodere ancora un po’ il sentimento di fiducia che le persone hanno verso l’informazione. Dicendo questo non si dimenticano certo le colpe della categoria, eh. Il paradosso, però, è che almeno questa dalla bufera Sarri la stampa dovrebbe esserne uscita rinvigorita: invece ne è ancora derisa. Il che è un porblema per il ruolo che la stampa dovrebbe avere nella società: l’informazione di qualità è un bene a tutela di tutti, anche al servizio di quelli che la rifiutano perché “a me non la si fa”.


Ma visto che tanto siamo spacciati o che comunque in generale ci piace sorridere vi proponiamo di giocare con noi: crea il tuo colpo di calciomercato! Per gli allenatori potete aspettare, e se succede dire pure l’avevo detto. E se non risuccede potrete giocare la carta del “prima o poi arriva, me lo sento”.

LAUTARO SCALPITA, UN ALTRO SACRIFICATO SULL’ALTARE DEI GOL DI ICARDI: CHE GIOCA SOLO DA UNICA PUNTA IN UN MODULO CON UN SOLO ATTACCANTE

“Mi alleno sempre al massimo ma non gioco”. Una storia già sentita per la quale la motivazione è sempre la stessa. Dal 20 dicembre 2015 Zhang ha deciso che Icardi è l’uomo immagine dell’Inter. Ne è il capitano e bisogna giocare sempre col modulo che lo esalti: tutti gregari e lui che spinge la palla in porta da unica punta. Zhang se n’è fregato pure di perdere una qualificazione Champions e a uno a uno ha cacciato i dissidenti, anche se  avevano portato l’Inter prima in classifica.

Precampionato pazzesco, stava per decidere la gara col Toro pur avendo giocato solo 3 minuti, decide quella col Cagliari con gol e assist di pregio, entra col Barcellona e va a fare pressing alto, ruba palla e la serve a Icardi che, invece di giocare di squadra, egoisticamente cerca e trova il gol. A conti fatti il suo unico giro a vuoto è stata la gara col Sassuolo. La prima della sua vita in Serie A, una gara in cui tutta la squadra ha giocato male perché Spalletti l’ha schierata con un modulo inedito e con un attaccante parcheggiato in area.

I wanditos gli hanno dato subito addosso: non solo gioca male lui, fa giocare male pure el canito perché gli toglie spazi in area. Però senza Icardi l’Inter quest’anno ha vinto 3 partite e ha segnato 10 gol, forse perché si può giocare più la palla senza dare riferimenti agli avversari: cosa che il parcheggiatore d’area di rigore fa spesso, prova ne è la sua ultima gara a Bergamo dove è stato umiliato da Djimsiti, che il capitano si è pure perso in marcatura in occasione del 3-1 che ha chiuso la gara.

Nainggolan forse sperava che l’Inter vendesse Icardi e lo rimpiazzasse con Dzeko, attaccante che è un suo amico e che “aiuta la squadra più di Icardi”. Perisic aveva proprio scritto a Dzeko, pubblicamente, invitandolo all’Inter. Insomma, un bell’ambientino nello spogliatoio, che probabilmente ha avuto qualche scossone dopo Inter-Barcellona e il mancato passaggio di Icardi a Perisic.

Sul 4-1 gli analisti diranno: boh, chissà che è successo con l’Atalanta. Così hanno spiegato le improvvise crisi dell’Inter, riaccese però sempre quando l’allenatore ha tolto Icardi dal campo, pagando questa scelta con l’esonero. E’ successo a Mancini, che senza Icardi aveva portato l’Inter in testa al campionato, senza Icardi ha battuto la Juve 3-0 , senza Icardi ha vinto 2-1 a San Paolo contro Sarri e, sempre senza Icardi ha battuto la Roma di Garcia. Insomma Icardi è fortissimo, ma pare si possa giocare a calcio anche senza.

Forse Icardi è geloso del fatto che Lautaro abbia già segnato con la maglia della Selección, forse è Wanda che non vuole altri attori sotto l’occhio di bue, fatto sta che i gol di suo maurito non bastano a spiegare perché sia sempre titolare fisso. Lo stesso Spalletti con la Roma si era inventato i tre pequeños: Salah, El Shaarawy, Perotti. Lo fece perché in quell’anno Dzeko non segnava neanche a porta vuota, ma la sua Roma volava sopra il Napoli. All’Inter Zhang non glielo permetterebbe, come lo ha impedito a Mazzarri, Mancini o Pioli: basta spiegare ai tifosi che non è l’Inter ma una squadra che deve giocare sempre con Icardi titolare e un modulo a una sola punta.