TROPPI NO AL MILAN, COSI’ BOBAN GIOCA LA CARTA MODRIC: IL PALLONE D’ORO PUO’ FARE COME CR7 E ATTIRARE IN ROSSONERO ALTRI GIOCATORI


When in trouble go Big. Boban avrà pensato la stessa cosa quando ha dovuto pure cercare di convincere Bennacer (numero 10 dell’Empoli retrocesso in Serie B) ad accettare il Milan senza coppe e sempre in ballo a livello societario con spifferi su Qatar, sui francesi o cordate russe. Così ecco Modric al Milan: indiscrezione rilanciata da Vicente Azpitarte su twitter, biografo del giocatore del Real Madrid.


Il problema per il Milan non è tanto per i No ricevuti, ma che la Champions possa sfuggire anche nella prossima stagione. Il nome di Luka Modric così può sviluppare un circolo virtuoso che attragga anche altri giocatori, lusingati all’idea di giocare con l’attuale Pallone d’Oro e vicecampione del mondo. Modric è legatissimo al dirigente rossonero tanto da farlo commuovere in diretta tv al Fifa Best Player 2018.


La cara amica Logica ci impone di ricordare che Modric guadagna 12 milioni a stagione e che il suo contratto col Real Madrid scade fra due anni, però sapete come si dice nel calciomercato, no? Mai dire mai! Tutto è possibile. E così il Milan tratta Modric, hai visto mai che funga da calamita come CR7 ha fatto con De Ligt?

💰 IL BARÇA SPENDE E SPANDE PER GRIEZMANN: IL REAL E’ TORNATO GALACTICOS, LA JUVE SE LA GIOCA CON CR7 E POI C’E’ PEP: ECCO LA GRIGLIA CHAMPIONS

Il Liverpool difenderà il titolo di campione d’Europa soprattutto da quel Barcellona che è riuscito a battere 4-0 ad Anfield. Perché in Spagna è tornata l’ora di spendere e spandere e dopo il botto Hazard ecco che in Catalogna rispondono con Griezmann: il piccolo diavolo Campione del Mondo. Il mercato è ancora aperto ma a oggi questa è la potenziale griglia di partenza della Champions League 2020.

L’ottava posizione è lasciata libera per discuterne: il Napoli con James potrebbe farcela a entrare nelle prime 8? L’Inter di Conte può giocarsela? E poi le londinesi, come Chelsea e Tottenham: arriveranno in fondo in Europa anche quest’anno? Finale a Istanbul il 30 maggio 2020.

SPALLETTI VINCE IL DERBY CON ICARDI: MAURITO E’ DIFESO DA POCHI WANDITOS MENTRE LO SPOGLIATOIO E’ UNITISSIMO, E INVECE DEI CLAN SBOCCIA EL TORO MARTINEZ

Da ieri sera quelli più arrabbiati non sono i tifosi del Milan ma i fan di Icardi. Spalletti infatti ha dimostrato a loro, a Wanda e a suo maurito che l’Inter vince il derby anche senza di lui, e Nainggolan. Perché il collettivo è sempre più forte del singolo, specie se il singolo li provoca il giorno prima con una foto sui social in cui celebra solo se stesso.

La questione ora non è più se l’Inter può esistere senza Icardi, perché ora Spalletti è terzo e se la gioca. Ora la questione è perché c’è ancora qualcuno che difende El Canito?

E’ curioso osservare che gli ex giocatori sono tutti compatti nel dire che sta sbagliando solo lui: lo hanno detto Vieri, Cassano, Ferrara, Costacurta, Pirlo, Del Piero, Bergomi, Cambiasso. Ovviamente lo dicono anche Spalletti, Brozovic, Perisic, Handanovic, Ranocchia, Lautaro Martinez. E lo ha detto perfino Gattuso alla vigilia del derby.


Insomma il mondo del calcio spiega chiaramente che, anche di fronte a una scelta umiliante come quella di togliere la fascia a un capitano, il giocatore può dimostrare di essere un professionista allenandosi e lottando con i compagni. Perfino Cassano ha spiegato il calcio a Wanda. Ma gli altri niente, non ci sentono: per loro a Icardi tutto è sempre tutto concesso.


Ovviamente maurito non può giocare perché ha un dolore al ginocchio che lo sta tenendo fermo contro la sua volontà, sennò ieri sarebbe sicuramente almeno andato negli spogliatoi a complimentarsi con i compagni. E sui social ha aspettato tanto, forser perché ha visto che ci pensava Maxi Lopez su instagram a sostenere il trascinatore dell’Inter Perisic.

Ma il mistero di come si faccia a difendere uno che guadagna 5 milioni l’anno e che non va neanche a San Siro nella settimana del derby continua. Chi difende Icardi ha mai dato un calcio a un pallone, magari contro un muro, ha mai visto uno spogliatoio o semplicemente ha mai letto I tre moschettieri di Dumas e del loro motto “tutti per uno uno per tutti”? Evidentemente no.

Chi lo difende ha capito che il calcio è uno sport di squadra e perfino Maradona, Pelè, Messi e Cristiano hanno bisogno dei compani? Boh. Nel frattempo però venerdì l’atmosfera era stata scaldata da un retroscena de La Repubblica che diceva che all’Inter ci fosse una guerra tra bande.

A quel punto tutti a dire “l’avevo detto”, o “ecco avete visto?” o ancora “senza Mauro l’Inter è disunita!”, “Questa scelta ci fa perdere la Champions”. Senza capire che la Champions l’Inter l’ha messa a rischio nei due mesi passati a decidere cosa fare con Icardi, quelli dall’eliminazione in Champions alla vittoria di Parma. Lì la non gestione del caso Icardi ha rischiato di compromettere la stagione. Ora invece Spalletti almeno se la gioca.


Per farlo ha unito il gruppo prima di Parma: è questo che molti non hanno capito. Con la vittoria di Parma Spalletti e la squadra hanno avuto la forza di andare dalla società e di risolvere quel problema che da 5 anni attanagliava l’Inter, che in ogni stagione passava due mesi di crisi che gli icardiani bollavano come “calo inspiegabile, boh!”. Spalletti a Parma non dice alla società “rinnovate”. In spallettese dice la cosa si risolva “garba o non garba”.

Il gruppo ha fatto un patto per la Champions a tutti i costi, anche senza Icardi, giocatore che è il benvenuto nello spogliatoio anche oggi, ma che ormai è una riserva di Lautaro Martinez. El Toro in un mese da titolare ha dimostrato di fare gol e, soprattutto, di giocare per la squadra con una classe sopraffina che gli interisti non vedevano in un attaccante da decenni, e ora vale il doppio.