PUTIFERIO IN CASA INTER, IL CASO SUL RINNOVO DI ICARDI HA DEFINITIVAMENTE ROTTO GLI EQUILIBRI: A RISCHIO LA CHAMPIONS E PURE SPALLETTI

Icardi non è il problema dell’Inter, ma il comportamento della sua moglie/procuratrice ha scatenato il putiferio nello spogliatoio interista: portando alla definitiva spaccatura tra i Wanditos e l’Interic. Ora anche il quarto posto è in discussione.


Da un mese a questa parte Wandissima ha catalizzato l’attenzione mediatica, ha chiesto 10 milioni come Higuain in tv, si scatena in bianconero sui social e costringe Mauro Icardi a scrivere su instagram che sarà sempre lei e solo lei a rappresentarlo.

Ausilio parla di lei come quella che fa cinepanettoni, in realtà i guai che combina wuanda non fanno ridere neanche il pubblico scarsamente scolarizzato dei film di Natale alla Boldi e De Sica. Da quando ha cominciato questa “guerra” sul rinnovo lo spogliatoio di Appiano è una polveriera.Perisic ha chiesto la cessione e non vuole più giocare, Brozovic lo segue, Nainggolan vuole “rompere il culo” agli interisti. Miranda e Candreva sono in lista partenze ma, soprattutto l’italiano, non ha voglia di andare in Cina per fare la pedina di scambio con Carrasco. Ha da poco avuto una figlia e la sua compagna ieri ha spiegato che out, dovrebbe andare qualcun altro: Lucianone Spalletti, per esempio.

Anche il “profeta di Certaldo” non è più tanto certo di restare in sella nella prossima stagione. L’arrivo di Marotta ha spianato la strada alle fantasie su Antonio Conte, uomo che nell’immaginario interista sarebbe l’unico capace di poter competere per lo Scudetto con la Juve.

I più ottimisti dicono che con Godin, Icardi e Conte il tricolore è assicurato. Siamo sicuri che Icardino e la moglie da Milano non si muoverebbero mai, ma è altrattanto certo che Godin e Conte verranno a Milano anche senza Champions? Questa però resta la scelta di Zhang: con Mancini l’Inter era in testa ma, prima della partita con la Lazio del 20 dicembre 2014 si decise di risschiare la qualificazione in Champions pur di far giocare Icardi titolare.

Ovviamente quell’Inter non centrò la Champions, probabilmente la stessa cosa che farà questa: con goduria di Milanisti e romanisti. E non dite che non ve l’avevamo detto

PIERSILVIO E MARINA CHIUDONO I RUBINETTI, BASTA SPRECARE SOLDI PER GLI ALLENATORI DEL MILAN: MIHA RESTA

Per spiegare la conferma di Mihajlovic alla guida del Milan anche per la prossima stagione dobbiamo partire da ciò che è successo un’estate fa. Silvio e Galliani avrebbero fatto carte false per portare Ibrahimovic al Milan: sembrava quel giocatore in grado di catalizzare tutte le forze della squadra e di elevare il livello del Milan da solo, così da poter centrare almeno il terzo posto. Ibra voleva circa 12 milioni all’anno, e la cosa alla fine è sfumata perché dall’alto non hanno detto sì. Dopo un mercato dispendioso si è deciso di non spendere altro denaro per un mega ingaggio di un giocatore. Ma Silvio e Adriano lo avrebbero portato eccome, e la risposta di Mihajlovic su chi preferiva tra Balotelli e Ibrahimovic la potete intuire.

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Quest’anno Mihajlovic è stato messo sotto tiro sin dalla seconda giornata di campionato, quando a San Siro contro l’Empoli schierò Suso e Nocerino titolari. Non perché l’allenatore serbo a volte fa “formazioni del cazzo” (cit. caro Sinisa), ma perché voleva lanciare un messagio a stampa e tifosi: la società questo mi ha messo a disposizione. Ovvio che all’inizio questo atteggiamento spigoloso di Mihajlovic non fu accettato dal cloeb. Che infatti dopo lo 0-4 del Napoli a San Siro faceva trapelare il pensiero per cui “se i nostri sono brocchi perché li chiamano nelle rispettive Nazionali?” che si pensa sia di Galliani al CorSera o “Adriano, ma quand’è che lo cacci?” di Silvio, che finisce in prima pagina su La Gazzetta senza nessun “filtro” Insomma, già a ottobre eravamo lontanissimi dalle coccole e alla protezione riservata ad Allegri e Inzaghi.

silvio

Perché l’idea del Milan era di rilanciare squadra e organico dopo gli Europei presentando Conte come allenatore: lui sarebbe stato il leader capace di far rendere al 150% questa squadra e puntare dritti al terzo posto o chissà. In questi giorni Conte sta parlando con il Chelsea, il suo ingaggio potrebbe essere molto alto e il Milan non può competere con i petrodollari di Abramovich. Perché dall’alto pensano che per Seedorf e Inzaghi si siano già spesi molti soldi, perché il monte ingaggi del Milan è altissimo: basti pensare che per non andare neanche in panchina Diego Lopez prende più di quanto diano a Conte per fare il CT della Nazionale italiana. Morale: basta sprechi di soldi.

piersivlio

Nel frattempo, però, ha parlato di MIhajlovic Piersilvio Berlusconi. In molti liquidano la faccenda con frasi tipo “lui si occupa di Tv, non parla quasi mai di calcio”. Proprio per questo vogliamo far capire che le parole di Piersivlio non sono mai banali, e orientano le scelte del Milan, che è sempre e comunque un asset della famiglia Berlusconi, e non il principale. Leggete quel “mi piace: ha carattere” come volete. Per molti è stata la scelta definitiva sulla conferma dell’allenatore. Dopo queste parole, arrivano anche quelle di Abbiati: sarebbe un errore interrompere rapporto con Mihajlovic. Perché, parlando anche di calcio, la situazione a Milanello è cambiata. Miha è sergente di ferro e filosofo, ha compattato il gruppo e fa allenare la squadra con vigore: invertendo una tendenza negli allenamenti della squadra che andava avanti, dicono alcuni, già dalla fine del ciclo Ancelotti.