CLAMOROSO SFOGO DI SIMEONE A FINE GARA: A TORINO CI FARANNO USCIRE, AVREMMO DOVUTO VINCERE 4-0

Diego Pablo Simeone è una furia: non gli interessa la vittoria schiacciante sulla Juve, sa che l’Atleti ieri ha perso l’opportunità di chiudere il discorso qualificazione e non l’ha fatto certo per meriti della Juve. Simeone a Torino si aspetta un arbitraggio come quello visto ieri, cioè che penalizzerà l’Atletico. Simbolo di questo pensiero è il gol annullato a Morata per una presunta spinta a Chiellini.

Chiellini è quello che in Italia con un intervento ha rotto una gamba a Bergessio (ex del Cholo) e non viene neanche ammonito quando dà un pugno in faccia mascherato a Belotti.


Da quando è in Nazionale l’Italia ai Mondiali non si qualifica o esce al girone, con il Chiello che non riesce a fermare attaccanti del Costa Rica o della Nuova Zelanda, e che una volta picchiato mostra i segni all’arbitro per far cacciare chi gliele ha suonate, come con Suarez.

Simeone la pensa come Pochettino e mette in guardia la squadra per Torino. Il problema arbitrale evidentemente non è più confinato all’Italia: la Juve un anno fa è riuscita a fare baccano contro Collina e Collina oggi non c’è più. A Madrid la società e Buffon hanno creato una bufera per un rigore netto e se questo è il risultato la gara dello Stadium  non è per nulla scontata.

Secondo l’Atletico l’arbitro ha indirizzato la gara sin dai primi minuti: non ha fischiato un calcio in area Juve di Matuidi a Griezmann, non ha ammonito Alex Sandro per un fallo tattico ma, soprattutto, ha tolto subito dalla gara di ritorno Diego Costa. Il motivo è veramente inaccettabile: come si fa a dare un giallo a un giocatore per questo? Incredibile.

Insomma, il problema della Juve non è tanto che alcune squadra sanno che “non possono restare sulla strada di una schiacciasassi e contro di loro si scansano”.  Il problema è che  troppo spesso vincono facilmente con loro giocatori non espulsi o rigori contro non dati, e alla fine non conoscono il loro reale valore né capiscono dove intervenire per tappare le falle. Con un gesto vergognoso Bonucci forse pensava di fare annullare pure il secondo gol, ma su questo gesto di grave antisportività italiana la parola fine la mette Fabio Capello.

ANNOIATI DALLA PAUSA NAZIONALI? DELA CI RIPORTA SUBITO IN CLIMA VELENI DA CAMPIONATO E RIAPRE IL DIBATTITO SUL VAR CITANDO CALCIOPOLI

Visto che il caffè di Gramellini ha fatto esplodere il dibattito sul  “premettismo” una premessa la facciamo anche noi. La Juventus è una squadra forte e managerialmente di prima fascia a livello mondiale. Ha una squadra piena di campioni, un allenatore che sa come guidare questo gruppo e un presidente giovane e ambizioso che sicuramente vincerà almeno una Champions.

Premesso ciò ci concentriamo sul putiferio creato dalle dichiarazioni del presidente del Napoli in seguito all’ammissione di Rizzoli, che ha spiegato come nonostante il Var in Serie A ci siano stati almeno 7 errori: «mi chiedo – ha detto ADL – perché sia così complicato utilizzare uno strumento tecnologico che deve essere d’aiuto agli arbitri. Se abbiamo una tecnologia del genere, che riesce a vivisezionare un’azione, deve essere la VAR stessa a chiamare l’arbitro ad analizzare le immagini».


Poi l’affondo che riporta ai veleni dello scorso maggio, a quelle mancate espulsioni di Chiellini del derby di Torino o di Pjanic contro l’Inter: «Chiedere i danni per lo scudetto perso? Non ci ho mai pensato, sono una persona al di sopra di ogni sospetto, ma nel nostro calcio c’è stato Calciopoli, quindi a pensar male si fa presto».

Una citazione appena approcciata alla celebre frase di Andreotti “a pensar male si fa peccato, ma il più delle volte ci si azzecca”? Ai posteri l’ardua sentenza: intanto in attesa del prossimo errore, facciamoci due risate col video visto sopra.