UN ANNO DI MANCIO: VINCE PURE CON LA DIFESA A 3 E HA LA SQUADRA IN PUGNO

Riproporre lo stesso modulo della debacle di San Siro contro la Fiorentina sembrava un azzardo. Ma non a Mancini e alla sua Inter che col 3-5-2 (e anche a un po’ di fortuna) è riuscita a battere il Torino di Ventura, collezionando il settimo 1-0 in 12 gare di campionato. La legge del calcio è chiara, e cioè: chi vince ha ragione. Mancini aveva rischiato con la Roma tenendo Icardi in panchina per 90′ ma era uscito con 3 punti fondamentali. E l’ennesimo cambio di modulo dell’allenatore e la conseguente scelta degli 11 titolari ha fatto storcere il naso ai più anche oggi. A cominciare dalla scelta di proporre Palacio in coppia con Icardi, sacrificando così Jovetic, Ljajic e Perisic: che a differenza del montenegrino però entrano in corso. Le scelte curiose ci sono anche nella difesa a tre con Juan Jesus a completare il solidissimo muro Miranda-Murillo. Sulle fasce confermati per la seconda gara consecutiva D’Ambrosio e Nagatomo, essenziali nei cambi di gioco di Ventura. Ma la vera sorpresa della partita è il gol di Kondogbia, il primo in Serie A. Dopo le tante critiche basate soprattutto sul rapporto qualità-prezzo, il francese inizia a ripagare la fiducia del suo allenatore segnando una rete importantissima per le sorti del campionato. Chi parla di fortuna dopo 12 partite nasconde tutti gli altri enormi meriti di questa squadra, nella quale Mancini cambia gli interpreti non perdendo la mentalità vincente: dimostrando che tutti si sentono parte di un progetto, di una squadra.