AGNELLI DICE: RISPETTATE LE SENTENZE. E GNENTE, FA GIA RIDERE COSI’, MA ORA IL TORO VUOLE LE SCUSE PER LA VERGOGNA SU SUPERGA

Nella vergognosa storia degli striscioni su Superga che, secondo le intercettazioni trasmesse da Report, sarebbero stati introdotti allo stadio dall’addetto alla sicurezza della Juve, Agnelli invece di chiedere scusa per la memoria infangata di chi è morto innocentemente dice di “rispettare le sentenze”.


Potremmo anche non andare oltre, spiegando che loro delle sentenze se ne infischiano e di quanto questo influisca sulla mentalità della parte più ignorante dei loro tifosi: influenza che vista la vastità delle persone coinvolte potrebbe anche spiegare il decadimento culturale di una parte del Paese.


Sugli autori rei confessi stendiamo un velo pietoso: cioè dovremmo fidarci di quelli che dicono di aver fatto entrare uno striscione che offende la memoria di tutta l’Italia? Chi conosce il mondo ultras sa come vanno certe cose… Preferiamo credere ai giornalisti di Report e ricordare che, quando arriva la Nazionale allo Stadium, fanno sparire i titoli che Agnelli dice di avere e che invece, bugia, non ha.

Ma le parole di Agnelli non tengono conto delle leggi della Fisica. Il terzo principio della dinamica spiega come a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Così oggi scende in campo il Torino e tramite il suo presidente Cairo chiede delle scuse ufficiali da parte della Juventus.

RINGHIO RISCHIA DI SALTARE COME UN TAPPO DI BOTTIGLIA: SI GIOCA IL MILAN NELLE PROSSIME TRE GARE

“Non è mai stato l’allenatore adatto all’idea di calcio di Leonardo“, si sente mormorare se ci si avvicina a Casa Milan: ma col derby perso senza giocarlo, l’aria su Ringhio si è fatta più pesante e la sensazione è che entro la prossima pausa per le Nazionali verrà esonerato.

Lui sbaglia perché schiera il Milan costruito da Fassone e Mirabelli più Higuain, per dimostrare a tutti voi criticoni che in realtà Mirabelli (che lo ha portato al Milan) il DS lo sapeva fare, dicono i maligni. Così Caldara non gioca per Musacchio, Castillejo non gioca per Calhanoglu ( il turco che gioca con la licenza di non passare la palla a Higuain), Laxalt non gioca al posto dell’impresentabile Rodriguez. Ah, a proposito: dov’era lo svizzero durante il cross di Vecino?


Lui si difende. Nellla conferenza prima della sfida di domani col Betis di Europa League con un “chiacchiere da bar”, ma… non nascondiamoci, c’è quel video: Ringhio vince lo Scudetto da giocatore a Roma, sale sulla balaustra degli ultras e lancia il coro contro l’allora allenatore dell’Inter Leonardo.

Sarebbe stato sciocco per l’ex Giuda esonerarlo subito, ha aspettato che Ringhio sbagliasse da solo e che i risultati deludenti raffreddassero l’amore della piazza per lui: che ora sembra aver solo 270′ per tenersi il Milan.

WANDONA BATTE IL FERRO FINCHE’ E’ CALDO E UMILIA GLI INTERISTI: ICARDI A VITA ALL’INTER? NON LO SO… E SKRINIAR SI INFURIA PER ESSERE VALUTATO CINQUE VOLTE MENO DEL CAPITANO

Il ricco rinnovo tarda ad arrivare e Wandona umilia i fan dell’Inter in tv: “Rimane a vita all’Inter? Non lo so – dice Wuandissima -, non lo so” . Addolcendo poi la pillola con uno “speriamo” che suona più ipocrita delle scuse di suo marito ai tifosi dell’Inter chiamati “PEZZI DI M…”

Ah non si è mai scusato. Vabbè, la questione è un’altra ed è semplice. Icardi guadagna tanto ma vorrebbe guadagnare quanto Higuain. L’Inter non è dell’idea perché, con 10 milioni annui a Maurito c’è il rischio che in spogliatoio qualcuno come Skriniar dica “scusate, perché a me solo 2,2?”. E infatti il rinnovo del difensore che nel derby ha annullato el Pipita è fermo, perché lui non ci sta a guadagnare cinque volte meno del capitano.

Una situazione che sta per risolversi con qualche formula che noi possiamo solo immaginare, ma che ha creato qualche malumore e qualche grattacapo a Miss Tiki Taka: che se ne frega del fatto che suo maurito sia il capitano dell’Inter e agita lo spauracchio della separazione a gennaio, a meno che non le diano tutti i soldi che vuole.


Dopo la goduria derby la procuratrice del canito ha fiutato che l’aria era buona e gioca duro: oggi più che mai Icardi è l’idolo dei tifosi e lei non si fa remore a spaventarli con l’idea di una partenza. Per dove non si sa, visto che nessuno ha mai fatto offerte serie a lui e all’Inter, certificato anche da un Maestro del giornalismo come Bruno Longhi.