FERRERO SI E’ AFFERMATO: MA LA SAMP FARA’ SOGNARE ANCHE L’ANNO PROSSIMO?

La distinzione tra Massimo Ferrero uomo di spettacolo e Massimo Ferrero presidente Samp è obbligatoria: il primo è onestamente una bomba atomica. Non propriamente colto ma di ironia genuina, Ferrero ha conquistato tutti con le sue sparate nonostante qualche scivolone su Thohir, i filippini e i cinesi tutti appesi. Lo abbiamo amato e accostato anche ai grandi presidenti vulcanici della storia italiana: da Rozzi a Massimino, passando per Gaucci e Anconetani. Poi c’è il Ferrero presidente della Samp, e anche quello è incontestabile: ha portato la squadra praticamente in Europa e a San Siro domenica a fine partita è stato travolto dai fighetti della tribuna vip che non potevano non avere un selfie col Viperetta.

In un’epoca di presidenti noiosi lo stile di Massimo Ferrero è stato un ordigno piazzato al centro del mondo del calcio italiano. Straparla in Estate su Delio Rossi (e noi ce ne siamo occupati già a luglio) e poi il capo storico della comunicazione doriana Marangon lascia il suo posto. Ma Ferrero è diventato un idolo l’11 agosto durante la caldissima giornata che sancirà l’elezione di Tavecchio a numero uno Figc. In diretta con Sky Ferrero strappò il microfono ad Alciato per difendere il protagonismo di Lotito, che secondo alcuni aveva fisicamente portato gli altri presidenti a votare Tavecchio: “quando c’é un matrimonio vo’ fare a sposa a un funerale vo fare er morto“.

Poi comincia il campionato con un pari al Barbera, in diretta su Sky nel dopopartita comincia a parlare in siciliano fino a rimanere inebriato dalla D’amico, che prova a conquistare con parole ambigue.

I Social a quel punto sono impazziti e sull’onda d’urto è arrivata l’imitazione di Crozza: che consacra Er Viperetta Massimo Ferrero come personaggio cult e mainstream. Crozza lo prende velatamente in giro: “mi presti 1 euro, te lo ridò“. Tutti ridono, anche sotto i baffi, ma la Samp vola in zona Champions.

Ferrero a quel punto diventa troppo in vista e puntuali arrivano i pettegolezzi del mondo del cinema romano, la vecchia storia del fallimento di una compagnia aerea fino al servizio de Le Iene di Dino Giarrusso “Ferrero, Mito o bandito?” (guarda qui il servizio)

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Il servizio pone un quesito e non una tesi, ma si affaccia sulla personalità di Ferrero anche attravero le domande ai giocatori della Samp: “ma Ferrero vi paga puntualmete? Okaka dice “certo, ci paga tutti i mesi”.  Intanto però la Samp è stata messa in vetrina e arrivano i compratori a cercare di comprare i gioielli migliori: a partire da Mihajlovic. L’anno prossimo però Eto’o avrà un anno di più, Muriel vedremo se resterà, Okaka, Obiang e Soriano sono difficili da mantenere in blucerchiato.

mihalovic lascia

Il futuro, insomma, è quello che conta, dopo questa stagione la Samp riuscirà a confermarsi sui buoni livelli di quest’anno come ha fatto il Torino di Ventura? Che l’anno scorso andò in Europa al posto del Parma e che quest’anno è arrivata nel calcio che conta?

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Quello che non vogliamo vedere è un altro caso Parma: che indipendente dall’esclusione dall’Europa League quest’anno è crollato restando ultimo in classifica. Oltre a essere fallito il 19 marzo scorso.

CONTE HA SPALLE LARGHE, PORTAFOGLIO PIENO E AMBIZIONE EUROPEA: ECCO PERCHE’ RESTERA’ CT

Le parole di Malagò hanno riaperto il dibattito: ma è davvero difficile se non impossibile pensare a Conte CT part time. Scusate la retorica, ma che cosa potrebbe succedere se alla vigilia di un Milan-Juve Conte, nel doppio ruolo di allenatore dei rossoneri e selezionatore azzurro, convocasse un sacco di juventini e, durante gli allenamenti, si infortunasse pure un giocatore importante? La parola adatta forse sarebbe putiferio.

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Conte è l’allenatore della Nazionale fino al 2016, vuole costruire una “macchina da guerra” per vincere l’Europeo 2016 e quindi non può sentirsi offeso e vilipeso dalle critiche che normalmente attirerà.  Le attirerà per il suo ruolo da CT e per la sua personalità, ma certo non è giusto che le attiri per il suo passato: su questo Conte ha assolutamente ragione, ma se qualcuno lo provoca deve essere superiore per il bene dell’Italia e della maglia azzurra. Punto. Non c’è spazio per l’emotività a questi livelli di professionismo e lui deve capire che nella sua carriera questo passaggio sarà fondamentale anche per crescere a livello caratteriale: Antonio, impara a fartele scivolare addosso le critiche, anche quelle che non vuoi dimenticare. Quindi basta col possibile addio.

addio possibile

Quella che si è conclusa ieri passerà alla storia come una delle “soste Nazionali” più calde e polemiche. Salvo il tracollo brasiliano infatti Prandelli aveva vissuto sempre con molta serenità ogni turno di qualificazione a Europeo e Mondiale, e le uniche polemiche erano al massimo sui giocatori con Codice Etico ed esclusioni da calcioscommesse. Questi giorni invece, dalla notizia dell’infortunio di Marchisio in poi, sono stati una polveriera.

elkann conte

Il web ha dato il peggio di sè, la confusione tra staff medico e quello della comunicazione azzurra ha fatto sì che si pensasse che il centrocampista della Juve restasse fuori 6 mesi e John Elkann ha sentito il desiderio di fare una domanda emotiva e retorica, chiedendosi il perché del troppo lavoro in Nazionale e pungendo il CT dicendogli che sarebbe potuto diventare quello con più infortuni della storia. In più trapela la notizia per cui la Fiat potrebbe non rinnovare la sua sponsorizzazione alla Figc.

fiat lascia italia

Conte a quel punto ci ha messo del suo: emotivo anche lui, ha tirato fuori una conferenza stampa dove è andato in scena qualcosa tipo “siccome non posso dire quello che voglio, allora non dico nulla“. Poi si è anche alzato quando il giornalista Rai gli ha chiesto se l’infortunio di Marchisio fosse una perdita più della Juve o per la Nazionale. (Guarda il video) Domanda cattivella, ma che ha fatto temere ad Antonio che il ritorno a Torino non sarebbe stato così pieno di abbracci come invece poi è stato: già, perché Marchisio alla fine non si è rotto i legamenti e forse torna già con l’Empoli.

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Quella che è rimasta è l’amarezza delle polemiche messe alle spalle ma soprattutto due pareggi: uno in amichevole con centrocampo sperimentale, e visto che affrontavamo l’Inghilterra l’1-1 ci può anche accontentare.

classifica italia

Ma il pareggio in Bulgaria invece ci complica un po’ il cammino in chiave Europeo: perché se il 12 giugno perdiamo in Croazia rischiamo di essere terzi, e a quel punto la qualificazione (comunque possibile) sarebbe un po’ più complicata. Secondo qualcuno questo sarebbe lo scenario ideale per cui Conte potrebbe lasciare la guida dell’Italia. Le motivazioni potrebbero essere quelle che conosciamo: ovvero le continue punzecchiature dal suo vecchio club, l’indisponibilità a fare gli stage da parte degli allenatori. Ma soprattutto la difficoltà di vincere davvero, una rosa di selezionabili relativamente povera e un ambiente tendenzialmente con poche coccole.

macchina da guerra conte

Tavecchio per lui farebbe di tutto e fa bene a proteggerlo, ma Conte non può tenerci sulle spine o essere pronto a lasciare se le cose si mettono male: Antonio resti Ct senza se e senza ma. Non per l’ingaggio che percepisce, ma anche perché se vuole una carriera internazionale non deve far altro che mettersi in mostra con lamacchina da guerra” che ha progettato per Francia 2016.